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Cani attualmente presenti al Centro Zar : Ora che Devil non c’è più è lui il mio “doppio”. E’ un Lajka maschio di sette anni bianco con occhiali neri (da qui il soprannome Zarowskj). E’ davvero un cane straordinario e non lo dico perché è mio.Oltre ad aver lavorato benissimo per il progetto orso (ha un fiuto eccellente e una grinta notevole), ha svolto anche programmi di Pet-therapy su malati di Alzheimer. Mi aiuta durante le visite dei bambini in fattoria e viene con me letteralmente ovunque durante le presentazioni dei miei libri e conferenze varie. Pulitissimo ed educato non crea mai problemi in nessun contesto umano. Davanti ad una preda però si trasforma in un cacciatore ancestrale. E’ questo che mi piace dei Lajka, questa loro capacità di passare con passo leggero e felpato attraverso la border line che divide il nostro mondo troppo civilizzato dal mondo naturale. In un bosco non c’è nulla che sfugga alla loro attenzione, tutto viene segnalato all’umano che sia in grado di cogliere il linguaggio lupesco. Avere come compagno di vita e di avventure un nordico da caccia è un’esperienza alla quale, una volta provata, non si può più rinunciare. Smilla : Femmina nera e bianca di quattro anni, figlia di Misha (da Devil e Raska) e Buran. Di tutti i miei Lajka è l’unica che è stata addestrata (se si esclude il vecchio Devil) ed è veramente brava. Anche lei può essere portata ovunque. Come Zar,in esposizione, non è mai risultata meno che Eccellente. Storia Fly : Femmina tricolore nera di Australian Shepherd di quasi tredici anni. Il cane più buono del mondo. A dieci anni ha conseguito il brevetto AIUCA per cane da Pet-therapy, in squadra non con me ma con la mia amica Francesca. Ha avuto tre cucciolate ed è sempre stata una mamma perfetta. Mio figlio Nicola è cresciuto con lei (oltre che con Iside, la sua basenji che purtroppo è mancata a Natale). Sono certa che, quando lui sarà grande, capirà ancor meglio tutte le cose che i nostri cani gli hanno insegnato: amore, fiducia, pazienza,rispetto,allegria. I cani hanno il grande pregio di donarci il senso della famiglia, anche quando a volte noi umani non ne siamo capaci.
Moselund's Tempo detto Tito o Titone o Kirikù : Sapete che da uno studio effettuato è emerso che quanti più soprannomi diamo ad un umano o ad un animale tanto più gli vogliamo bene? E' il caso di questo maschio nero di Curly Coated retriever nato sette anni fa in Danimarca, di grande genealogia (suo padre è il campione Caballus Inferno). Avevo conosciuto Titone circa quattro anni fa quando il suo proprietario Marco Battistella titolare dell'allevamento Le Pisoere me lo aveva affidato per un periodo, perchè lo preparassi alle esposizioni. All'epoca Tempo era cucciolone (i Curly maturano tardissimo), un pò imbranato e incerto ma già vedevo in lui emergere la stoffa del campione. Sinceramente non ho mai avuto un cane più equilibrato. Con lui non serve kennel, dove lo metto sta, indifferente a cani più o meno aggressivi, pulitissimo, affettuoso,( altro soprannome "cane da appoggio" perchè si appoggia a tutti per farsi grattare), basta guardarlo in movimento per vedere la sua incredibile classe (è A di displasia, praticamente perfetto).
Presenti nel centro: Beba: segugio bavarese insieme al figlio Hartwin. Rufo,Drover e Spina: australian shepherd. Poppy,River e Lucy: labrador retriever. Tullio: golden retriever. Tutti cani che mi aiutano nelle attivita' di fattoria didattica e educazione assistita (EAA).
Storia C’era una volta…un cane tutto nero,dagli occhi gialli di lupo che entrò nella mia vita come un turbine e che mi insegnò molte cose sull’amicizia, sulla fiducia,sulla libertà,su come sia bella la vita e sempre ricca di cose anche inaspettate. Mi insegnò che tutti possiamo, anzi dobbiamo, diventare migliori. Mi insegnò come ci si dice addio…anzi arrivederci perché se il suo corpo non c’è più, il suo spirito sì. Questo cane si chiamava Devil ed era un Lajka della Russia Europea, un vero cacciatore figlio del Nord,degno di un libro di Jack London . Arrivò da me e ,con il suo arrivo,cominciarono ad andare al loro posto ,come tasselli di un grandioso puzzle,un sacco di coincidenze, eventi, fatti a prima vista scollegati ma che poi si rivelarono incredibilmente uniti. Quando grazie a un giudice scoprii di che razza era Devil e mi appassionai e volli conoscere quante più cose possibili su questi cani eccezionali, improvvisamente una porta si aprì e fui investita come un fiume in piena da una serie di avvenimenti ed incontri. Conobbi Davide,l’unico che in Italia avesse mai allevato i Lajka, il quale mi regalò gli ultimi tre cuccioli prima di sparire(letteralmente). Erano Taras,Zar e Raska tre fratellini indiavolati, figli del Campione del Mondo Sharik,cane importato dalla Russia.. Conobbi il mio grande amico Alessio Ottogalli,che si stava laureando proprio in lingua russa!e che mi aiutò a tradurre i testi relativi a questi cani sconosciuti. Arrivò il professor Stefano Filacorda con il suo progetto di conservazione dell’Orso Bruno che inserì noi e i nostri cani in una ricerca del plantigrado in Friuli. E così Alessio ed io con i due maschi che all’epoca non avevano neanche un anno ci lanciammo sulle orme del più raro e affascinante carnivoro della nostra regione. Devil divenne papà (per due volte,sempre con Raska) e un cucciolo della prima cucciolata,Taz,venne scelto dalla Guardia di Finanza di Sella Nevea ed ora è operativo come cane anti-valanga. Sua sorella Dana restò in allevamento. Nel 2003 Taras si è laureato Campione Europeo a Bratislava vincendo davanti al Campione del Mondo. Arrivarono Buran,che Alessio andò a prendere fino in Olanda e Kiska in aereo dalla Finlandia.Sono stati effettuati accoppiamenti tra Taras e Kiska,tra Buran e Dana, tra Buran e Raska e tra Buran e Kiska.Da un accoppiamento di Buran con Misha (sorella di Taz) nacquero alcuni cuccioli,uno di essi fu scelto da un famosissimo speleologo Joe Oliphant (ha scoperto la grotta più lunga del mondo)e con lui volò negli USA. Il suo lavoro è quello di segnalare a Joe,prima di penetrarvi, se in grotta è presente il Grizzly. Io mi sono tenuta la sorellina,Smilla. Smilla,cagna estremamente equilibrata e molto ricettiva all’addestramento, mi è molto utile quando devo lavorare con cani un po’ “maleducati”,iperattivi o agitati. Bastano cinque minuti di “trattamento Smilla”per rabbonire qualsiasi soggetto. Un “sorriso”dei suoi vale più di un’ora delle mie lezioni per far sottomettere qualche cucciolone irruento. Molti cani dei nostri affiancano cacciatori di cinghiali lungo tutta penisola,fino a Potenza e più giù ed altri accompagnano persone sportive durante escursioni e trekking. Tre di loro lavorano presso un’ottima scuola di sled-dog e tirano le slitte. Tutti danno il loro amore a chi riesce a comprenderli fino in fondo. Non sono cani facili, non sono cani per tutti. La loro energia è inesauribile pur essendo capaci di dormire otto ore sulla poltrona senza far danni. Forse per noi la più grossa soddisfazione è stata quella di essere stati scelti dalla Provincia di Trento per un programma molto importante. Sul modello di ciò che avviene al Parco di Yellowstone due cani nati qui(figli di Buran e Kiska) serviranno a tenere lontani gli orsi troppo confidenti nel Parco Adamello-Brenta. Il compito di Alessio e mio non si è esaurito con la scelta dei due cuccioli più promettenti,un maschietto e una femminuccia bianco-neri,dopo vari test effettuati anche con grasso d’orso. Periodicamente è richiesta la nostra assistenza durante tutta la fase di formazione dei team uomo-cane. Devil mi manca moltissimo e mi mancherà sempre ma il nostro incontro casuale (era stato trovato per la strada da una mia amica veterinaria) ha aperto una via alla sua razza anche nel nostro paese. Razze di Lajka da Caccia Russe Discendenti dei cani aborigeni del Nord-Est europeo e Siberia I Lajka, provenienti dai territori russi, conservano i tratti del loro antenato, il lupo, sia nella morfologia che nel comportamento. Sono cani con musi appuntiti, orecchie erette, occhi a mandorla, fisicamente perfetti. Vanno da una piccola a una taglia grande e da sempre accompagnano l’uomo nella sua storia. Tutti i Lajka sono cani versatili ma in alcune zone sono diventati più specializzati in un certo tipo di lavoro. Qui mi occuperò solo di Lajka da caccia che sono tutti cani provenienti dalla zona della Tajga. Origini dei Lajka In accordo coi recenti risultati degli studi comparati sull’anatomia,il comportamento e la genetica, i cani risultano essere tutti originati dal lupo. I primi cani domestici apparvero circa 10.000 anni fa, tuttavia tratti di domesticazione come un carattere docile non appaiono nei fossili. Ci sono buone ragioni per pensare che l’addomesticamento del lupo iniziò nel Paleolitico. Inoltre, studi sul DNA mitocondriale dimostrano che i lupi vennero addomesticati circa 100.000 anni fa. Questo evento accadde in almeno due regioni, isolate una dall’altra; cani delle due regioni possedevano tratti caratteristici, Un gruppo di cani ebbe origine in Medio Oriente da specie di lupi che ancora esistono, Canis lupus pallipes e Canis lupus arabs. Da qui i cani raggiunsero l’Africa, l’Europa,la maggior parte dell’India occidentale e le Americhe. Tratti caratteristici di questi cani-lupo sono le orecchie inserite alte, teste e musi allungati. Le rughe sul cranio sono assenti o scarse e si trovano solo tra le orecchie. Chiameremo questi cani Spitz. Un altro gruppo di cani domestici ebbe origine nel sud della Cina e nel Sudest asiatico come risultato dell’addomesticamento di un lupo locale ora estinto, Canis lupus variabilis. Come i loro umani migrarono, questi cani pariah raggiunsero la Cina, la Corea,il Giappone,fino all’Australia. Orecchie piccole con parte finale arrotondata,inserite relativamente basse, teste robuste e musi potenti oltre alla prese
Il Lajka della Russia Europea Storia della razza Le tre razze di Lajka attualmente riconosciute dalla FCI (Lajka della Russia Europea,Lajka della Siberia Occidentale e Lajka della Siberia Orientale)sono il risultato di un’accurata selezione di una moltitudine di preesistenti tipi di Lajka, forgiati dall’asprezza della natura dei luoghi d’origine e dalla durezza dei compiti richiesti. Ogni area geografica della sconfinata Russia aveva il proprio tipo di Lajka. Questi cani da sempre accompagnano il cacciatore e lo aiutano nella ricerca e cattura delle vaie prede: qualsiasi tipo di volatile (effettuando anche il riporto in acqua), scoiattolo,zibellino,martora,castoro,alce,cinghiale, orso. La loro principale caratteristica è l’adattabilità al lavoro e la cooperatività con l’uomo. Il Lajka caccia silenziosamente, si muove tenendo una distanza media dal cacciatore e senza stare in contatto visivo si orienta udendo i passi del proprio umano. Una volta scoperta la preda, la insegue silenziosamente e dopo averla fermata il più velocemente possibile,la segnala abbaiando (laikat=abbaiare). Queste razze utilizzano pienamente tutti i loro sensi (cjutio= olfatto più vista più udito). L’olfatto non è preponderante ma viene sfruttato insieme alla vista e all’udito sviluppatissimo. Oltremodo è raffinatissimo il senso di orientamento. Il Lajka deve stare a strettissimo contatto con il proprio master e non tenuto in box e liberato solo per il lavoro. Non comune è la capacità di salto e l’agilità,un Lajka adulto deve essere in grado di saltare anche due metri per sfuggire ai colpi dei suoi avversari, per esempio orsi e cinghiali. Tutti i Lajka si assomigliano nell’aspetto esteriore,tuttavia nei luoghi della loro diffusione si differenziano per misure,colori,alcune caratteristiche della costruzione del corpo. Queste differenze sono dovute alle diverse specializzazioni di caccia o di lavoro che il cane è chiamato a svolgere e dalle diverse condizioni territoriali. Per esempio,il piccolo lajka carelo-finnico,non riconosciuto dalla FCI,è ideale per la caccia ai tetraonidi o su piccoli animali da pelliccia, non poteva nascere nella Siberia Orientale dove vi sono tratti di alta boscaglia. Qui,per cacciare con successo lo zibellino o l’alce è necessario un cane più grande e resistente,capace di inseguire a lungo la preda nella taiga montana. Nell’Estremo Oriente i Lajka vengono utilizzati anche per il trasporto delle merci e quindi qui troviamo gli esemplari più grossi e allungati. I cani del Nord con le orecchie a punta,denominati spitz,per tipologia di utilizzo si suddividono in tre gruppi:da traino,da renna e da caccia. Per il lavoro di tiro,trasporto di merci e persone,venivano utilizzate molte razze tra le quali anche il lajka. Tuttavia ci sono delle razze specializzate nel tiro pesante. Sono diffuse nelle zone artiche e nelle zone dei grandi fiumi del nord. Per tutte le razze da traino sono necessarie caratteristiche un’ossature forte e struttura a volte rozza e taglia grande. Se vengono utilizzati per la caccia di solito e solo quella all’orso polare. I Lajka da renna servono a far pascolare le mandrie di renne. Questi cani sono più piccoli e vivaci. Tra loro si trovano soggetti in grado di cacciare il gallo cedrone o piccoli animali da pelliccia ma in loro l’istinto venatorio è smorzato. I Lajka da caccia si sono formati nella zona della taiga. Sono cani con un’origine antichissima, la loro somiglianza con i primi cani è davvero incredibile. Sono molto simili a dei piccoli lupi. La coda portata a ricciolo sembra essere associata al gene della domesticità. Tutti i cani derivano dal lupo e nei Lajka questa parentela è molto visibile soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche comportamentali e la loro vita sociale. Il REL è stato selezionato sulla base di esemplari provenienti dalle zone di Arcangelo, di Comi,di Camelia e di Laika dei Votiaci. Fu riconosciuto ufficialmente nel 1947 al Congresso cinologico sovietico. La formazione del REL iniziò a Leningrado e a Mosca. Inizialmente furono usati come riproduttori cani portati da cacciatori di Comi, Arcangelo ed altre regioni. Essi dimostravano buone capacità lavorative. Modello di tipo morfologico del REL fu il maschio Putik nato nel 1946 dell’allevamento VNIO oggi VNIUS, immagine delle caratteristiche esteriori che stavano alla base del primo standard di razza. Il campione Putik fu il risultato dell’incrocio tra una laika della regione del Xantai (Siberia Occidentale), Piutik II che non eccelleva come qualità esteriori e di lavoro,ed il maschio Muzgar,portato dalla regione di Pomozinsckii di Comi che invece eccelleva sia in morfologia che come doti lavorative. L’incrocio tra razze è uno dei principali e pratici metodi di lavoro in zootecnia, utilizzato per la creazione di una nova razza. L’accademico M.F.Ivanov dimostrò che con l’incrocio tra razze è importante trovare il tipo voluto con il quale si deve continuare il lavoro. La combinazione Muzgar-Piutik II si dimostrò adatta. Da questo legame oltre a Putik nacquero Pomka 76/1 e anche Pit di colore bianco nero e Pulka di colore bianco con formato lungo e code a falce. Dal multicolore legame fra Putik e Pomka si ottennero ottimi esemplari. Tra questi ci furono cani molto famosi come il campione Grinda-I 94/1, il campione Kutik 111/1,il campione Mologa 1025/1re,Laga,il campione Muk,Sur 93/1 dell’allevamento VNIUS. Questi ed altri diretti discendenti di Putik e Pomka trasmettevano stabilmente le caratteristiche dei genitori. Nonostante alcuni difetti veniali, il largo utilizzo nella selezione di Putik e dei suoi discendenti ha giocato un ruolo straordinario e ha permesso una veloce creazione di un significativo gruppo di lajka cacciatori, principalmente di colore bianco e nero,i quali erano concentrati a Mosca e dintorni. Un ulteriore grande ruolo nella formazione dell’attuale REL lo ha giocato un gruppo di cani di Leningrado,soprattutto Drusciok 103/1 dell’allevamento VNIO, figlio di Bublika-1 di M.A.Glebova. Drusciok era un buon cacciatore ma non brillava per morfologia e in esposizione non prese mai più di “buono”. Non molto alto,con testa a cupola e un corpo un po’ allungato in expo non arrivava mai tra i primi. Tuttavia dagli accoppiamenti di questo maschio con diverse femmine si ottennero sempre cani con ottime qualità lavorative. Abbiamo detto che il principale lavoro per la costruzione del REL fu svolto dall’allevamento VNIO di Mosca dove erano concentrati i migliori riproduttori Da questo allevamento proviene una delle migliori linee di sangue, quella del campione Putik 65/1 che ha avuto larga diffusione. Tuttavia prima che a Mosca l’allevamento del REL fu praticato da cinofili a Leningrado. Già prima della Grande Guerra si produssero esemplari di grande valore,utilizzando soggetti di Arcangelo e della Carelia. In questo periodo quasi non c’erano cani neri con parti bianche. Così tra i 60 cani descritti nel catalogo della X Expo di Leningrado del 1940, solo tre possedevano questo colore. Gli altri erano di colore rosso volpe, rosso-grigio(sciacallo) e grigio lupo. Nel corso degli anni si formarono legami tra le linee di Mosca e quelle di Leningrado. Inoltre fu apportato sangue di altri rilevanti riproduttori:campione Much di Meckovskii, Dgioia di Bogolepov, Sciarik 1015/1re di Tuzilkova. Con l’inizio degli anni 60 la formazione della razza fu portata a termine anche a Kalinin,Kirovsk, Vologosk,Novgorod e in altre regioni.Alla fine degli anni ’60 e’70 i riproduttori più utilizzati,aventi ottima morfologia, furono il campione Kucim 1384/1re e Beghisc 1147/1re, i campioni Malisc 1228/1re, Ciara 1117/1re, Volga-Taiga 1153/1re (tutti da Kalinin),i campioni Kustisc 1056/1re e Groza 1549/1re (Tempesta) dell’allevamento VNIUS, campione Bobrik 1336/1re (Iaroslav), campione Boi 1214/1re (da Leningrado). Il miglior cane da lavoro di questo periodo era il campione Zeika 1377/1re e il campione Saiana ,entrambi dalla regione di Mosca. Purtroppo con l’inizio degli anni ’80 nella razza a fianco di bellissime qualità di tipicità si accompagnavano alcune caratteristiche non desiderate come un’eccessiva altezza al garrese, zigomi deboli,povertà del manto,occhio chiaro,ossatura leggera e talvolta difetti nella chiusura dei denti. Ciò fu causato da qualche errore nella selezione per esempio nell’esclusione dalla riproduzione di soggetti altamente dotati ma dal mantello non bianco e nero o dalla ricerca di soggetti vistosi che vincevano in esposizione. E’ fondamentale poi far fare ai Lajka una corretta vita con adeguato esercizio fisico per mantenere intatta la loro funzionalità. Standard Cane di taglia media, con costituzione di tipo asciutto e forte. Equilibrato,vivace,con reazione orientativa ben sviluppata. Aggressività verso l’uomo non caratteristica. Andatura caratteristica:trotto con l’anteriore,galoppo con il posteriore. Altezza: 52-58 cm per i maschi,50-56 cm per le femmine. Colore:pezzato bianco-nero; unicolore:bianco, nero. Mantello con pelo di guardia dritto e duro,sottopelo folto,denso e morbido. Pelle compatta,elastica,ossatura forte. Testa asciutta,cuneiforme.Orecchie erette,occhi piccoli,ovali,leggermente obliqui. Chiusura a forbice. Collo muscoloso,asciutto. Garrese sviluppato,soprattutto nei maschi, petto largo e profondo,addome retratto.Piedi di forma ovale,speroni non desiderati. Coda ripiegata ad anello o a falce sulla schiena o appoggiata alla coscia. Commento allo standard E’ molto importante, secondo noi, cercare di conservare le caratteristiche caratteriali di questo formidabile cane, oltre che la morfologia. Il REL è più eccitabile del Siberiano Occidentale ma più equilibrato del carelo-finnico. I Lajka della Russia Europea sono molto coraggiosi, energici,dotati di grande mobilità, infaticabili,possiedono ottimi olfatto,vista e udito. A livello di qualità venatorie sono più universali e anche come possibilità di utilizzo hanno meno problemi rispetto agli altri Lajka. Si possono utilizzare per quasi tutti i tipi di caccia cominciando da piccoli animali da pelliccia per arrivare all’alce, cinghiale,orso, qualsiasi tipo di volatile,anche in palude,luogo dove lavorano come uno spaniel. Lavorano stupendamente sullo scoiattolo e martora. E’ tipica della razza la precocità. E’ noto che cominciano a lavorare spontaneamente a 8-9 mesi sullo scoiattolo e sul cedrone. In condizioni di mantenimento normali le femmine vanno in calore due volte l’anno. Non ci sono problemi durante gli accoppiamenti e nemmeno durante il parto. La media dei cuccioli nati nel nostro allevamento ed anche il numero massimo è di sei, con una punta minima di uno solo. Nessun cucciolo è mai nato morto né è deceduto durante il parto né dopo. Le madri sono ottime fattrici sia per quanto riguarda la cura dei piccoli sia la loro educazione. Tutte le nostre femmine hanno svezzato i loro cuccioli rigurgitando cibo predigerito. I Lajka della Russia Europea maschi sono molto dominanti e non è pensabile farne convivere due insieme ma sono in grado di lavorare senza combattere. Non sono cani che cercano rissa, di solito, ma se vengono sfidati reagiscono con una velocità e una aggressività devastanti tanto che pochi cani possono reggere l’impatto con un REL. Questo è importante da sapere perché sono talmente sdolcinati con gli esseri umani che una persona che non conosce la razza non potrebbe mai aspettarsi questa doppia personalità (davvero il Dottor Jeckill e Mr.Hyde…).
Il Lajka della Siberia Occidentale I cani aborigeni della Siberia Occidentale comprendono Lajka da slitta della tundra polare e Lajka da caccia della taiga. Ricerche archeologiche hanno evidenziato che nella Penisola di Yamal la gente apparve circa 5000 anni fa. Più a Sud, negli Urali e a Est, in Siberia,la presenza di cani e uomini e anche molto antica. Le popolazioni migranti portarono i loro cani dal Sud. Certamente gli Hanty, i Mansi e i Russi usarono soprattutto questi cani originari dall’aspetto in tutto e per tutto simile al lupo. Nel XIX e nel XX secolo vari tipi locali di Lajka furono i soli cani usati dai cacciatori delle foreste della taiga degli Urali e della Siberia Occidentale. Questi cani, geneticamente puri, erano in possesso dei cacciatori Hanty, Mansi e Russi che vivevano nelle zone più remote. Essi permettevano la sopravvivenza delle popolazioni locali grazie alla loro abilità nella caccia. Carne e pellicce di grande valore erano assicurate. Tuttavia, nonostante questi cani fossero eccezionali presto cani occidentali arrivarono a soppiantarli. I cani aborigeni cominciarono a perdere importanza. Il Principe russo Shirinsky-Shikmatov e M.Dmitrieva Sulima furono i primi a capire che i cani aborigeni,con il loro unico talento venatorio, stavano sparendo ed essi, allora, si misero all’opera per preservare i cani primitivi dell’Impero Russo. Si vennero a creare diversi canili con diversi Spitz da caccia. Shirinsky-Shikmatov cominciò a descrivere l’aspetto e la distribuzione geografica di vari Spitz da caccia della Russia di Nordest, degli Urali e della Siberia. Egli introdusse il termine Lajka(abbaiare). Egli si rese conto che tra i laika degli Urali e della Siberia Occidentale c’erano due tipi ben conosciuti e utilizzati dalle popolazioni locali: i Lajka degli Hanty e quelli dei Mansi. I primi sono cani costruiti potentemente, con il muso lungo come il cranio o leggermente più corto e orecchie di piccola e media grandezza. Il “mufti” cioè il collare di pelliccia è ben sviluppato, soprattutto nei maschi. Alcuni di questi possono tirare le slitte. I Lajka Mansi sono più leggeri, con zampe lunghe e corpi inseribili nel quadrato.I musi sono lunghi come il cranio o più lunghi e le orecchie sono medie o grandi. Spesso sono mancini. Sono più veloci dei primi. I Lajka di entrambi i tipi sono cani medio-grandi che hanno lo stesso stile di caccia. Il pelo è doppio con un pelo di guardia irto che copre un morbido e fitto sottopelo. Il colore può essere rosso,rosso pallido,nero, bianco e grigiolupo o rosso mescolato col bruno. I cani rosso pallido hanno il tartufo marrone. La testa è triangolare e i denti sono perfetti con chiusura a forbice. Gli occhi sono a mandorla inseriti profondamente di colore marrone o marrone scuro. Ai cacciatori aborigeni non piacciono gli occhi gialli o azzurri. La coda è portata arricciolata o a sciabola. Le femmine vanno in calore una sola volta all’anno. Non sono mai aggressivi verso gli umani ma fanno una buona guardia. La loro aggressività è rivolta verso il selvatico. Possono imparare a rispettare gli animali da cortile. Nella loro terra d’origine venivano utilizzati soprattutto per cacciare e per fare la guardia. Inoltre, dato che gli Hanti e i Mansi hanno le renne, i loro Lajka possono anche condurre le mandrie e sorvegliarle. Il Lajka della Siberia Occidentale divenne razza pura negli anni dal 1930 al 1950 come risultato di una grande opera di selezione sui migliori Lajka Hanty e Mansi in Canili del Governo sotto la guida dello studioso cinofilo E.I.Sheresevsky. Il Lajka della Siberia Occidentale è certamente il cane da caccia più simile al lupo. Negli Urali, i vecchi giudici di Lajka usano un termine speciale “zverovatost” per enfatizzare la qualità dell’aspetto lupesco di questa razza. Zverovatost o aspetto da lupo è dato da una bella testa con un lungo e potente muso, occhi a mandorla,orecchie erette e un soffice “mufti”, la criniera che ricopre il collo. I colori riconosciuti attualmente dallo standard sono bianco,rosso,rosso e grigio mescolati,grigiolupo,marrone. Tutti i colori possono avere macchie bianche. Macchiette sulle zampe sono da penalizzare. I Lajka della Siberia Occidentale possiedono nel loro carattere una splendida combinazione di tratti selvaggi e di una profonda capacità di devozione e affettuosità nei confronti dei loro umani. Benché siano socievoli possono diventare una vera e propria body-guard nei confronti del proprio umano. Alcuni possono essere diffidenti verso gli estranei. Sono estremamente tolleranti con i bambini e se vengono da questi davvero stancati preferiscono andarsene. I cuccioli devono essere manipolati a partire da trenta giorni di vita e dovrebbero essere affidati alle nuove famiglie a sette settimane.Alcuni cuccioli se rimangono in canile fino ai tre o quattro mesi possono risultare poi diffidenti e timidi. Il Lajka della Siberia Occidentale è altamente territoriale e combatterà contro tutti cani che entreranno nella sua zona. I maschi sono più aggressivi delle femmine. Sono cani dotati di una salute straordinaria e vivono a lungo. Non sono adatti a persone sedentarie o a chi desidera un cane robot dotato di telecomando. Ma possono essere i migliori compagni per amanti del trekking che accettino il desiderio di indipendenza di questi cani. Un Lajka non scapperà mai se ha un buon rapporto col proprio umano né si perderà mai. Ma guai a lasciarlo troppe ore solo o privato dell’affetto e della compagnia del proprio branco famiglia. Allora non esisteranno chiavistelli o recinzioni in grado di contenerlo. L’educazione di un Lajka deve essere ferma e dolce. Esercizi sempre nuovi lo stimoleranno. Sessioni di addestramento brevi e gratificanti sono l’ideale, precedute e seguite da gioco e passeggiate. Mai perdere la calma, mai picchiare, mai urlare a un Lajka. Premiare tanto, invece.
Stile di vita con il popolo Mansi Nel 1964, il biologo russo Valdimir Beregovoj, nostro guru per quel che concerne i cani primitivi, viaggiò attraverso gli Urali e visse con una famiglia Mansi nel Distretto di Ivdel dove potè studiare i cani aborigeni che vivono con la loro gente. I Mansi vivono in capanne. Ogni famula Mansi costruisce tre o quattro capanne distanti da dieci a venti miglia una dall’altra, in un territorio assolutamente selvaggio. La famiglia vive in una capanna per un certo tempo mentre le altre capanne servono da punti base durante i viaggi di caccia. Ogni cane ha la sua cuccia accanto alla capanna, fatta di legno e coperta da rami di abete e corteccia, come un piccolo tepee. I cani mangiano i resti degli animali cacciati e un certo quantitativo di pesci. I Mansi nutrono i loro cani una volta al giorno ma a volte, qualche giorno, i cani non mangiano. Piedi e parti di zampe di alci vengono appese ai rami per farle seccare. Esse vengono usate anche per cucinare una zuppa per i cani alla quale viene aggiunto miglio e altre granaglie. Durante le battute di caccia, i cani vengono nutriti con parti di selvaggina abbattuta o cacciano roditori per sé. I cani di ogni cacciatore stabiliscono una gerarchia tra loro. Quando il cacciatore Mansi nutre i propri cani riserva la parte migliora al soggetto più dominante e poi agli altri, a seconda del rango sociale. Il soggetto dominante è di solito il migliore cacciatore d’orsi. Questo modo di distribuire il cibo scongiura combattimenti violenti. I Mansi non uccidono mai i propri cani per nutrirsene ma gli individui deboli o di scarsa capacità venatoria possono essere uccisi per la pelliccia. I cani migliori non sono in vendita ma i cuccioli si. I Lajka aborigeni si accoppiano liberamente tra loro. Quando una femmina entra in calore i maschi la raggiungono percorrendo anche notevoli distanze. I più forti, dominanti,dal tipico aspetto di lupo riescono a coprirla. Essa partorirà nel suo tepee di solito in marzo o aprile quando la temperatura è ancora frizzante. La femmina Lajka è sempre un’ottima madre e scalda e protegge i cuccioli senza problemi. I Mansi amano i loro cani e traggono piacere nel raccontarsi tra loro storie sui loro cani migliori o su quelli posseduti dai loro padri:
Il nostro pensiero in merito all’affidamento dei cuccioli Allevare cani non è e non deve essere un mestiere. Non ci si dovrebbe guadagnare da vivere producendo e vendendo cuccioli. Allevare cani dovrebbe essere una passione, passione nata dall’amore per un certo cane. Dovremmo essere spinti avanti dal desiderio di far conoscere la razza del cuore a molte persone che magari non avevano ancora avuto modo di incontrarla. Dovremmo avere ben chiaro in mente che una razza è il prodotto del lavoro e dei sogni di molte,moltissime persone che si sono sforzate e si sforzano di far nascere e di crescere cuccioli sani ed equilibrati da genitori altrettanto forti e sereni, nel rispetto assoluto di quello che è la natura e l’istinto del tipo di cane prescelto. Con questo intendo che un cane non appartiene ad una certa razza solo per il suo aspetto fisico ma soprattutto per le caratteristiche attitudinali. Allevare Lajka della Russia Europea richiede molto impegno e dedizione. C’è la ricerca dei riproduttori che,oltre ad essere elementi fondamentali per l’allevamento,prima di tutto sono i nostri amati compagni a quattro zampe per sempre . Poi ci sono la gravidanza e il parto che,rispetto a moltissime altre razze,non comportano nessuno sforzo da parte nostra perché il REL è ancora un cane con istinti naturali intatti . Fin’ora ad esempio, non è mai morto nessun cucciolo durante il parto , tutte le femmine li hanno non solo allattatati fino ai due mesi ma li svezzano al momento opportuno rigurgitando il cibo predigerito e li educano con severità lupesca, non c’è mai stato bisogno di lampade a infrarossi (neppure con temperature di meno 15!). I cuccioli vengono manipolati da noi a partire dai primi giorni di vita e dopo il primo vaccino (a 40 gg) cominciamo a socializzarli separatamente nell’ambiente domestico. Se qualcuno deve rimanere in allevamento per più dei classici due mesi viene trattato esattamente come se fosse un cane che deve rimanere con noi per sempre, quindi guinzaglio,passeggiate,coccole e primi esercizi di obbedienza base con rinforzo positivo. Nostro punto d’onore è di cercare di aiutare le persone che prendono un cucciolo REL da noi a risolvere tutti i problemi che dovessero presentarsi durante tutto l’arco della vita del cane. Inoltre,nel caso sfortunato che non fossero più in grado di tenerlo, il cane dovrà tornare da noi, anche se adulto. Di seguito una serie di domande che noi poniamo a tutte le persone che si presentano da noi con il desiderio di avere un cucciolo REL:
- Come sei venuto a conoscenza dell’esistenza di una razza così rara? - Perché ti piacerebbe avere uno di questi cani? - Cosa sai del loro carattere e qual’è la qualità del REL che preferisci? - Preferisci maschio o femmina? - I REL vanno in muta due volte l’anno e la muta dura circa un mese.Cosa ne pensi del fatto di doverli spazzolare molto in quel periodo? Cosa ne pensi del pelo in casa? - Che cosa non ti piace proprio in un cane? - I REL hanno una natura indipendente ma amano lavorare con il loro umano.Cosa penseresti di offrire al tuo cane per tenerlo occupato? - I REL hanno necessità assoluta di formare una squadra con il loro umano.Che ne pensi del fatto di impegnarti perché questa squadra possa formarsi? - Dove vivi? (appartamento,villa a schiera,fattoria,casa isolata, ecc.) - Hai uno scoperto? Quanto è grande? E’ recintato in maniera sicura? Che tipo di recinzione e quanto è alta? - Quali sono le occupazioni degli adulti della tua famiglia e quante ore trascorrete fuori casa? - Dove terresti il REL di giorno e di notte? - Hai mai avuto un cane? Se si, di che razza? L’hai preso da cucciolo o da adulto e quanto è vissuto con te? - Hai bambini o stai programmando di averne? - Hai altri animali? Quali? - Come pensi di risolvere il problema delle vacanze o di un viaggio improvviso dove non puoi portare il tuo cane? - Cosa ne pensi del fatto di frequentare una scuola cinofila impostata sul metodo gentile (premio per le azioni positive e mai punizioni no coercizione)? - Hai mai letto libri su questo argomento? Qual è il libro che ti ha colpito di più? - Hai mai dovuto dar via un cane? Perché? - Cosa ne pensi del fatto che il REL sarà un vero e proprio membro della famiglia e non un qualcosa da tenere chiuso e separato dal “branco”? - Cosa ne pensi del fatto che un cane venga anche fatto entrare o dormire in casa? - Cosa ne pensi di fare una passeggiata di almeno mezz’ora al giorno con il tuo cane e un bel giro lungo almeno una volta a settimana? - Sei uno a cui piace poltrire se fuori fa freddo? - Per favore descrivi il tuo classico week-end. - Per te cosa è più importante per un cane: le coccole, il cibo, dormire sul divano, una corsa nel bosco? Grazie per il tuo interesse in merito al Lajka della Russia Europea. Se lo desideri puoi inviarci le risposte del nostro questionario via mail , per posta normale oppure venirci a trovare per fare quattro chiacchere.
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